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Obiettivo quarti (di finale)

In una stagione fin qui (anche) sfortunata, al Napoli ha detto bene contro Liverpool e Salisburgo. Ecco perché bisogna rimodulare gli obiettivi.
Appare quasi scontato, non solo per il sottoscritto, che questo Napoli valga uno dei primi quattro posti in campionato – essendo (parere personale) il più forte dell’era De Laurentiis. Di conseguenza, mi rifiuto di credere che Ancelotti – non l’ultimo arrivato – non porti Insigne e compagni a casa, vale a dire a disputare la Champions il prossimo anno. Al netto di tutti i problemi, gli episodi e quant’altro: non centrare almeno il piazzamento Champions in un campionato nel quale competono in tre più tre (volendo estende il discorso ad Atalanta, Lazio e Roma) sarebbe da dimissioni, nemmeno da esonero a fine anno.
Dunque, c’è da essere ottimisti perché dietro Juve e Inter non può che arrivare il Napoli (carte – cioè valori – alla mano ma non solo).  In Champions, invece, paradossalmente si può scrivere la storia. Mai il Napoli è arrivato ai quarti ed ora l’occasione è ghiotta: la squadra è esperta della competizione, l’allenatore idem anzi di più, il sorteggio del girone favorevole e si può addirittura arrivare primi ed averne un altro buono negli ottavi. Così Ancelotti scriverebbe la storia internazionale del club, salverebbe la stagione rendendola speciale. Per farlo gli servono altre partite come contro Liverpool e Salisburgo con la squadra apparsa motivata come non accade sempre in campionato. Forse i calciatori hanno compreso prima di tutti che quest’anno “obiettivo quarti” diventerà un mantra. 

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