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Il “solito Napoli”, eppure è più forte

Lo abbiamo pensato tutti: è stato il “solito Napoli”. Quello che da anni queste partite non le vince (anche se qualche volta è capitato) e che non è quasi mai pronto ad approfittare dell’occasione. Insomma, un Napoli “maturo non laureato”
 
Sorprendente? Non direi. Infatti un po’ tutti ce lo aspettavamo. Questione di passo – abbastanza compassato al netto di qualche spunto personale come avvenuto anche a Salisburgo – perché questo è il Napoli: una squadra forte, la più forte dell’era De Laurentiis, ma senza un ritmo forsennato.
Non so se per caratteristiche dei calciatori – più strutturati oggi rispetto a qualche anno fa (vedi Fabian, Llorente, Milik) – o perché la preparazione è orientata a mantenere un livello simile di condizione per l’intera stagione. Il Napoli sembra vada spesso in quarta, talvolta innesta la quinta e vola – ancora sulle ali dei “piccoletti” – mentre in altre circostanze abbassa la marcia e si allunga.
Può essere anche questione di valori assoluti, ma quelli ci sono e vanno espressi nella loro totalità. Ecco, questo si chiede oggi il tifoso: se non è più lo stesso Napoli di qualche anno fa, perché è ancora il “solito Napoli”?

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