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Bisogna saper (non) perdere

Due tempi pagati carissimi: uno a Torino contro la Juve (il primo) ed uno ieri (sempre il primo) contro il Cagliari. Non bisogna prendersela troppo con il Napoli perché ci può stare di lasciare per strada 90′ totali in cinque partite, non ci può stare di lasciare il campo soccombendo ai sardi autori di un solo tiro in porta.
Certo, capitano le partite “stregate” ma sono quelle in cui giochi dall’inizio alla fine nell’area avversaria e non solo per 45′ ma soprattutto quando non puoi vincere devi soprattutto non perdere. Ecco, la maturità è qualcosa che abbiamo detto essere ormai acquisita – dopo la sfida con il Liverpool – e dunque non possiamo cambiare giudizio ora, però i “peccati di gioventù” non sono più consentiti quando ormai stai per prendere la laurea. Invece, ci si è fatti beffare come ragazzini e l’espulsione di Koulibaly per proteste è stata ingenua e costerà cara al senegalese.
Peccato e non perché le altre scappano, il campionato è lunghissimo, ma perché si è pensato di poter vincere “a filo di gas” ed invece non lo fa più nessuno o quasi (vedi la Juve) se non contro squadra manifestamente inferiori. Non è il caso del Cagliari, cui vanno fatti i complimenti per lo spirito di sacrificio e…il portiere. Allora, quando sbatti contro un muro non devi per forza provare a saltarlo, puoi tentare anche di aggirarlo.

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